La parabola della freccia avvelenata

“C’era una volta un uomo che venne ferito da una freccia avvelenata.

La famiglia e gli amici volevano procurargli un medico, ma il paziente rifiutò, dicendo che prima voleva sapere il nome dell’uomo che lo aveva ferito, la casta a cui apparteneva e il suo paese d’origine.

Voleva sapere anche se l’uomo era alto e forte, se aveva la pelle chiara o scura e desiderava sapere anche con che tipo di arco lo aveva ferito, se la corda era fatta di bambù, canapa o seta.

Disse che voleva sapere se la piuma della freccia apparteneva ad un falco, un avvoltoio o un pavone. E si chiedeva se l’arco che era stato usato per colpirlo era un arco comune, uno curvo o fatto di legno d’oleandro e ogni altro genere di informazioni. L’uomo morì senza conoscere le risposte”.

La vita è un soffio, viviamola nel presente. Procrastinare e rimuginare alimenta solo la nostra insoddisfazione

La parabola è attribuita a Buddha e, leggendola, è inevitabile pensare che il  comportamento  dell’uomo ferito è assurdo e insensato, ma  Buddha ci sta dicendo che tutti ci comportiamo allo stesso modo senza rendercene conto. Viviamo senza essere pienamente consapevoli della nostra mortalità, così spesso diamo eccessiva importanza a cose insignificanti che ci impediscono di godere del presente e ci immergono in uno stato di preoccupazione inutile.  Invece la vita passa in fretta, è davvero un soffio.  Ce lo ricorda un detto tibetano  che suona più o meno così: ”Pensando di fare, pensando di fare, sono passati 20 anni. Non son riuscito, non son riuscito, sono  passati 20 anni. Ah, perché non ho fatto, perché non ho fatto, sono passati 20 anni. Così sono passati 60 anni: questa è la biografia di una vita vuota”

La via del corpo

Lo yoga ci rivolge continuamente questo invito a essere presenti, a stare con quello che c’è, proponendoci la via del corpo. Tutto ciò che percepisce il corpo, lo percepisce in questo istante e quando la mente si posa dentro al corpo, viviamo nel presente. Non è una magia, il nostro corpo è proprio questo: il veicolo della coscienza e della presenza.  Ed è sempre lì, è sempre a nostra disposizione, dobbiamo solo renderci conto di quanto sia prezioso e scegliere di salire a bordo per intraprendere il viaggio.

BUON NATALE!